Ecomuseo delle Grigne

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Ecomuseo delle Grigne
Dal Bosco al Parco Regionale: consuetudini e identità culturale nel rapporto con la montagna

L'Ecomuseo delle Grigne raccoglie, conserva e valorizza il patrimonio materiale e immateriale delle Grigne. Sono le comunità, le istituzioni e la densa storia passata e presente dei territori delle Grigne ad essere ecomuseo.

Il sito ufficiale dell'Ecomuseo delle Grigne è http://www.ecomuseodellegrigne.it; questo sito ospita il Centro di Documentazione e Informazione dell'Ecomuseo delle Grigne.

Indice

Che cos'è un ecomuseo

Gli ecomusei nascono in Francia da un'idea di Hugues de Varine e sono regolamentati dalla Regione Lombardia attraverso la legge regionale n.13 di luglio 2007. Gli ecomusei tutelano il patrimonio materiale e immateriale di un territorio attraverso un patto con la comunità.

L'Ecomuseo delle Grigne

L'Ecomuseo delle Grigne rappresenta e tutela le tracce lasciate nei secoli dall’uomo a testimonianza del suo rapporto con la montagna e valorizza le trame che questo mutevole rapporto ha generato.

Gli spostamenti geografici dell’uomo sono spostamenti di significati, sono scivolamenti da un livello di scoperta e sussistenza fino all’impostazione di reti viarie e di sistemi economici e sociali organizzati e efficienti e fino alla formazione di identità culturali peculiari e definite.

Quando la riva del lago era impraticabile, i romani si fecero strada da Lierna fino al passo di Ortanella; e le vie che collegavano Esino Lario alla Valsassina, attraverso i passi di Agueglio e di Cainallo, la conca di Esino Lario e il versante settentrionale del Frignone sono costellate di fortificazioni, di maggenghi e caselli per le antiche mansioni legate all’allevamento, di sentieri che percorrono ambienti naturali di grande bellezza, con le formazioni rocciose tipiche dell’ambiente carsico, con grotte, doline e porte naturali.

La toponomastica dei sentieri, in particolare, ci parla dell’organizzazione economica e ci parla della società, di famiglie che si spartivano i boschi per la conduzione dell’economia familiare. I boschi di faggio e di carpine, infatti, sono particolarmente adatti alla produzione di legna da ardere. Sono ancora oggi divisi in boschi focolari e testimoniano quella che era un’importante fonte di reddito, perché fornivano la legna necessaria per la famiglia e per i forni fusori della Valsassina per la produzione del ferro. Nei boschi, tra i sentieri, proprio lì, sotto i faggi e le carpine, negli aiàl veniva raccolta la legna a formare il poiat, tipica catasta ricoperta di terra nella quale veniva acceso il fuoco controllato per formare il carbone di legna. La toponomastica dei sentieri ci parla dell’organizzazione economica, quindi, ma anche di quella sociale. Veniva data la parte intera solo alle famiglie con figli maschi, secondo la logica del maggior numero di braccia da lavoro, mentre a chi era senza figli o aveva unicamente figlie femmine veniva assegnata la mezza parte. Con questa suddivisione del territorio, vi era la necessità di identificare e riconoscere l’appartenenza e il diritto di ogni luogo, così che oggi i sentieri solcano il territorio in tutte le direzioni è la toponomastica è molto articolata. Anche la presenza di antiche calchere testimonia ancora l’importanza che ha avuto la produzione della calce e gli antichi usi legati a questo mestiere.

Nel Museo delle Grigne, la presenza di una collezione di beni etnoantropologici, 142 tra utensili, strumenti di lavoro agricolo, mezzi di trasporto per cose e persone e strumenti della vita casalinga e quotidiana, permette di vestire con quelli che erano gli oggetti di uso comune del lavoro e della vita quotidiana i maggenghi, i caselli, i sentieri, i boschi e le calchere. Il paesaggio, le infrastrutture viarie e le testimonianze degli antichi lavori di questa zona, unitamente alla memoria della comunità, costituiscono un unico, inscindibile patrimonio culturale e ambientale per comprendere e trasmettere l’attuale identità del territorio.

I cambiamenti che dal panorama selvaggio del bosco, passando per le necessarie trasformazioni economiche e di sussistenza con cui l’uomo ha dato vita a un sistema viario e toponomastico ricchissimo, hanno portato fino all’attuale politica ambientale e culturale di valorizzazione della montagna, che inserisce l’Ecomuseo delle Grigne e il Comune di Esino Lario nel Parco Regionale della Grigna Settentrionale.

(Cristina Perillo)

Programma dell'Ecomuseo delle Grigne

Essere parte dell'Ecomuseo delle Grigne

La comunità, le istituzioni e i territori delle Grigne sono parte integrante dell'Ecomuseo delle Grigne. Sono in rete per raccogliere, conservare e valorizzare il proprio patrimonio comune, materiale e immateriale.

Istituzioni coinvolte

Vedi Link Ecomuseo delle Grigne. L'Associazione Amici del Museo delle Grigne Onlus è l'ente gesore dell'ecomuseo.

Patrimonio

Area territoriale

Territorio dell'Ecomuseo delle Grigne

L'Ecomuseo delle Grigne fa parte della Rete degli Ecomusei della Lombardia.

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Organigramma

Ente capofila dell'Ecomuseo delle Grigne

Comune di Esino Lario, piazza Pietro Pensa, 23825 Esino Lario, Lecco. Tel. 0341 8601 11

  • esinolar(at)comune(punto)esinolario(punto)lc(punto)it

Legale rappresentante: Sindaco di Esino Lario, Costante Grassi

Ente gestore dell'Ecomuseo delle Grigne

Associazione Amici del Museo delle Grigne, Esino Lario, piazza Pietro Pensa, 23825 Esino Lario, Lecco. Tel. 335 8238 066

  • associazione(at)museodellegrigne(punto)it

Legale rappresentante dell'ente gestore: Carlo Maria Pensa, presidente dell'associazione

Coordinatore Referente dell'Ecomuseo delle Grigne

Referente dell'Ecomuseo delle Grigne

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