Pietro Pensa

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Pietro Pensa su un trattore-2.jpg

Pietro Pensa (Esino Lario 1906 - Bellano 1996), ingegnere e dirigente d'azienda nel settore delle macchine per il movimento della terra, è stato sindaco di Esino Lario e presidente della Comunità Montana della Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera. Tra le opere pubbliche da lui realizzate vi sono la strada Esino-Valsassina, la “Prealpina Orobica”, l’acquedotto di Esino e il Museo delle Grigne.

Nella sua attività di studioso si è dedicato alla storia, alla cultura e all’ambiente del Lario orientale, concentrandosi soprattutto sulla Valsassina, sulla Riviera orientale del lago di Como e su Esino Lario e Lecco pubblicando saggi, romanzi e numerosi articoli. Tra la sue pubblicazioni si possono ricordare Pagine di storia lecchese (1960), il racconto dell’assedio del Medeghino a Lecco, degli studi sulle vie di comunicazione del Lario e dell’Adda, indagini sulle famiglie nobili e notabili (1977), il romanzo La strada del Viandante (1984), il saggio Noi gente del Lario (1981) e i tre volumi di L'Adda, il nostro fiume (1990, 1992, 1997).

Il lavoro di ricerca lo ha portato a produrre e accumulare nel corso degli anni un'ingente quantità di materiale documentario e librario che oggi costituisce l'Archivio Pietro Pensa.

Biografia

Pietro Pensa, figlio del maestro e direttore didattico Giuseppe Pensa e di Rita Fontana, è il secondogenito con la sorella Massima (1905-). Si laurea in ingegneria elettrotecnica al Politecnico di Milano mentre frequenta la scuola militare per ufficiali degli Alpini. Nel 1923 conosce Jolanda Cerpelli, figlia dell'Ing. Attilio Cerpelli, imprenditore e deputato liberale. Si sposano nel 1932 e dal matrimonio nasceranno quattro figli, l'ingegnere e imprenditore Giovannimaria (1934-2006), il cardiochirurgo Piermaria (1938), l'ingegnere e imprenditore Carlo Maria (1940) e Albrizia<ref>Il nome Albrizia viene dall'avo Albritius, primo dei Pensa documentati, che, notaio nel 1370, rogava gli atti ad Esino e a Varenna.</ref> Maria (1943), professoressa di matematica.

Si trasferisce appena dopo il matrimonio a La Spezia dove inizia a lavorare nella ditta Cerpelli suocero. Nel giro di alcuni anni diventa responsabile tecnico e segue lo sviluppo delle applicazioni di pompe sulle navi e nelle miniere. Per queste applicazioni viaggia in Russia più volte negli anni trenta, durante l'epoca di Stalin. Denuncia sabotaggi nell'installazione degli impianti e rischia la vita in fondo ad una miniera, salvato grazie dall'aiuto dell'interprete.

Alla fine degli anni Trenta lascia La Spezia e si trasferisce a Milano, trovando impiego nella ditta di macchinari Vender. L'azienda vince un bando di concorso dell'esercito per l'acquisto di trattori e progetta e realizza i primi mezzi cingolati, che diventeranno poi il suo principale lavoro di progettista su motori e cingoli.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale viene richiamato come capitano degli alpini ma poi esonerato dall'andare al fronte per proseguire la produzione di trattori per l'esercito. Durante i bombardamenti trasferì la sua famiglia a Esino Lario Dopo la seconda guerra mondiale l'azienda Vender cresce e Pietro Pensa registra diversi brevetti. Costruisce il trattore cingolato più grande e più potente mai realizzato sino ad allora, i cui esemplari vennero mandati in Africa ed in Australia a dissodare terreni e foreste vergini. Seguendo le macchine, gira il mondo. Negli anni Sessanta l'azienda Vender viene ceduta alla società americana Allis. Studia, disegna e realizza in proprio un trattore con caratteristiche innovative che gli permise di diventare direttore tecnico della multinazionale Massey Ferguson nel nuovo stabilimento di Aprilia dove si dovevano costruire pale ed escavatori. Crea un ufficio tecnico coinvolgendo il figlio Carlo Maria e realizza una gamma di nuove macchine.

In pensione collabora come consulente con l'azienda nello stabilimento di Como e progetta e sviluppa sempre insieme al figlio Carlo Maria nuovi trattori idrostatici. Quando la Massey Ferguson, per ragioni commerciali, decide di cedere la produzione delle macchine movimento terra e dismette gli stabilimenti italiani, lascia definitivamente il lavoro di progettista e si dedica interamente alla scrittura e al lavoro di storico.

Attività

Amministrazione pubblica

Negli anni Trenta progetta la sistemazione delle baite del Moncodeno e ne cura la realizzazione. Viene eletto sindaco nel 1956 e progetta grandi infrastrutture per il paese. Con i trattori di nuova progettazione, che mandava gratuitamente a collaudare, apre le strade di Ortanella e di Cainallo. Realizza acquedotti, stazioni di pompaggio, uno dei primi depuratori della zona, scuola elementare, scuola dell'infanzia, cinema, porfidatura, parcheggi, strade e loro asfaltatura e il collegamento viario con la Valsassina con il capocantiere Antonio Viglienghi. Un'opera ancora fondamentale per il paese di Esino Lario è il grande acquedotto che dalla Valsassina porta l'acqua al paese.

Diviene presidente del Consiglio di Valle della Valsassina che anticipava con un organismo volontario le future Comunità Montane; realizza la Prealpina Orobica, il collegamento intervallivo con la Bergamasca. Viene poi chiamato a far parte della commissione regionale per la stesura della legge sulle Comunità Montane e, alla loro costituzione, diviene il primo presidente della Comunità Montana della Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera dove avvia la nuova Ballabio-Lecco e il collegamento tra Vendrogno e Taceno.

Pittura

Fin dagli anni Trenta Pietro Pensa realizza disegni, opere pittoriche e xilografie. La sua produzione pittorica si concentra sui paesaggi montani e i suoi mestieri tradizionali. Come strumento di lavoro realizza fotografie preparatorie per disegni e quadri. Una sua tela partecipa alla prima edizione del Premio Cremona del 1939 intitolata Ascoltando alla radio un discorso del Duce. La tela di 140x100 cm rappresenta una scena di interno; quattro adulti e un bambino in piedi sono ritratti mentre ascoltano la radio; in primo piano, insieme all'uomo più anziano c'è un infante disteso nella culla. I volti, gli sguardi bassi, le mani contratte e i colori cupi esprimono preoccupazione e angoscia. I protagonisti del quadro hanno i lineamenti di una famiglia di Esino Lario. Dopo la guerra Pietro Pensa cancellò il quadro che ritraeva Mussolini appeso alle spalle dei protagonisti; il profilo della cornice è ancora visibile sulla tela.

Alpinismo

Negli anni Trenta scala la parete ovest del Pizzo della Grigna insieme a Carlo Mario Bertarini e apre una via con passaggi di quinto grado su rocce particolarmente instabili. Esplora la Ghiacciaia del Moncodeno scendendo nel "sorel" che porta l'aria fredda nella grande grotta a formare le colonne di ghiaccio, un tempo utilizzate per rifornire gli alberghi del lago e di Milano; scende con la corda tenuta dal capomastro che al tempo curava i lavori delle baite ed esplora una grande sala di ghiaccio. In memoria del ruolo di Pietro Pensa come alpinista nel 2007 gli viene dedicato il libro Calcare d'autore, arrampicare nella Grigna dimenticata e sconosciuta<ref>Pietro Buzzoni, Andrea Spandri, Giuseppe Carì, Calcare d'autore, arrampicare nella Grigna dimenticata e sconosciuta, Comunità Montana Valsassina, Val Varrone, Val d'Esino e Riviera e il Parco Regionale della Grigna Settentrionale, editore Bellavite, 2007.</ref>.

Opere letterarie e scritti

L'Ambrosino d'oro è un romanzo storico ambientato nelle valli del Lario nel 1446 all'epoca della repubblica ambrosiano. Il testo è pubblicato nel 1956 con prefazione di Emilio Guicciardi.

Nel 1960 pubblica il suo primo libro di storia locale L'assedio del Medeghino in Lecco e collabora con le riviste "Pagine di vita lecchese", "La Martinella di Milano", "Economia Lariana", il "Periodico della Società Storica Comense" con contributi sulle fortificazioni, le vie di comunicazione, la toponomastica, la geologia, i rapporti tra Como e Milano, le vicende legate al ferro ed al suo utilizzo. Scrive due capitoli riguardanti Il castello di Lecco e Il ponte sull'Adda nel secondo volume dell'Antologia Larius diretta da Pietro Gini. Nel 1973, con la collaborazione della moglie Yolanda, pubblica Manzoni nostro - Rivendichiamo il Manzoni ai Manzoni; nel 1977 Il ferro della Valsassina e del Lecchese.

La ricerca sulle famiglie del Lecchese e della Valsassina porta alla stesura del volume Le antiche famiglie nobili e notabili del Lario orientale ed è origine di un'indagine approfondita della storia della famiglia Pensa che segue e documenta sino al 1300 nelle sue vicende riguardanti Esino e Aosta. Nel marzo del 1979 inizia, con il primo volume Il Territorio, la serie intitolata Introduzione al Lario, promossa dalla Comunità Montana per far conoscere e per divulgare nelle scuole la geologia, la storia, il folclore e la cultura del territorio. Gli scritti si arricchirono e diventano una sola opera, la pubblicazione Noi gente del Lario. Nel 1984 pubblica La strada del Viandante, un romanzo storico ambientato sulle montagne del Lario al tempo di San Carlo. Pubblica i due volumi di L'Adda, il nostro fiume all'interno dei quali sviluppa e completa il lavoro già iniziato con gli altri suoi scritti, ampliandolo all'intero bacino dell'Adda.

Pubblicazioni

Capitoli di libri

Riconoscimenti

A Pietro Pensa sono dedicati la piazza del municipio e la scuola dell'infanzia di Esino Lario, il collegamento della Valsassina tra Parlasco e Esino Lario con una lapide commemorativa al Passo d'Agueglio e la sala riunioni della Comunità montana della Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera. Pietro Pensa è insignito della Commenda al merito della Repubblica.

Note

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Bibliografia

  • Carlo Maria Pensa, Pietro Pensa raccontato dal figlio Carlo Maria in Pietro Pensa in L'adda, il nostro fiume, volume III, edizioni cultura "il punto stampa", c-b-r-s. editrice Lecco, 1997, pp. 9-15.
  • Eugenio Pesci, Grigne for ever (con foto di Pietro Buzzoni, Fabio Cameroni, Riky Felderer e Marino Marzorati) in "Alp", n. 247, 11/2007, pp. 54-61.
  • Pietro Buzzoni, Andrea Spandri, Giuseppe Carì, Calcare d'autore, arrampicare nella Grigna dimenticata e sconosciuta, Comunità Montana Valsassina, Val Varrone, Val d'Esino e Riviera e il Parco Regionale della Grigna Settentrionale, editore Bellavite, 2007. Il libro è dedicato a Pietro Pensa.

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