Requisiti per gli ecomusei riconosciuti dalla Regione Lombardia

Centro di documentazione e informazione dell'Ecomuseo delle Grigne

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Ecomuseo
Regolamento Marchio Beni culturali Patrimonio immateriale Patrimonio paesaggistico Centro Itinerari Sito

Requisiti per gli ecomusei riconosciuti dalla Regione Lombardia.

Attenzione brani selezionati per le esigenze dell'Ecomuseo delle Grigne e tratti da Deliberazione Giunta regionale 20 febbraio 2008 - n. 8/6643 Criteri e linee guida per il riconoscimento degli ecomusei in Lombardia (l.r. n. 13/2007)

PREMESSA La legge indica le finalità prioritarie degli ecomusei: la ricerca, lo studio, la conservazione e la valorizzazione dell’insieme dei beni culturali, materiali e immateriali, che sono espressione di un preciso territorio, del suo ambiente e della cultura della comunità locale, con il coinvolgimento e la partecipazione attiva della popolazione. L’esperienza ecomuseale è un’azione responsabile e partecipata di sussidiarietà, tra soggetti pubblici e privati, tesa allo sviluppo sostenibile, con particolare attenzione agli aspetti sociali, culturali ed economici del territorio. È un’istituzione culturale in evoluzione, strumento di studio e raccolta, documentazione e interpretazione degli elementi caratterizzanti del territorio e dell'ambiente; ha funzioni di diffusione della conoscenza; sviluppa l’attività educativa; è custode dei processi passati, testimone delle trasformazioni in corso, strumento di progettazione del futuro; contribuisce alla salvaguardia ambientale e alla tutela del paesaggio e delle identità locali.

AMBITO I – STATUS GIURIDICO

Istituzione

La volontà di costituire l’ecomuseo deve essere espressa attraverso un atto istitutivo e un regolamento. Ai sensi dell’art. 2 comma 1 della legge, possono costituire un ecomuseo:

  • enti locali, in forma singola o associata
  • associazioni
  • fondazioni
  • istituzioni di carattere privato senza scopo di lucro. Se costituito da associazioni, fondazioni, o istituzioni di carattere privato senza scopo di lucro, queste devono avere fra gli scopi statutari anche le finalità previste dalla legge.

Requisito minimo 1

L’ecomuseo deve essere dotato di un atto istitutivo. Questo requisito risponde alle disposizioni di cui all’art. 1 com- ma 1 della legge, e formalizza l’esistenza dell’ecomuseo, che viene cosı` identificato per nome, sede, missione, natura e specificità.

Requisito minimo 2

L’ecomuseo deve essere dotato di regolamento scritto che dettagli, fra l’altro:

  • la natura di organismo permanente e senza scopo di lucro;
  • la missione, l’identita` e le finalita`, previste dalla legge, con particolare riferimento all’art. 1 quarto comma;
  • la struttura che gestisce amministrativamente, culturalmen- te e scientificamente l’ecomuseo e le relative regole di funziona- mento;
  • le modalita` di reperimento delle risorse finanziarie, stru- mentali e umane di cui si avvale;
  • le modalita` di coinvolgimento della popolazione e degli altri soggetti operanti sul territorio.

NORMA TRANSITORIA In fase di prima applicazione della procedura di riconoscimento, non e` richiesto il regolamento, che dovra` essere redatto entro il 31 marzo 2009.

Sede

Requisito minimo 3

L’ecomuseo deve avere la proprietà o disponibilità, specificamente e univocamente destinata, di una sede istituzionale. Tale requisito intende dare garanzia di stabilita` e continuità all’azione dell’ecomuseo. Nel caso in cui la sede istituzionale non sia di proprietà, la sua disponibilità deve essere garantita da specifici atti formali, che ne assicurino una ragionevole durata nel tempo.

Denominazione e marchio

Requisito minimo 4

L’ecomuseo deve avere una denominazione esclusiva e originale e un marchio che lo caratterizzi. Questo requisito risponde alle disposizioni di cui all’art. 2 comma 4 della legge. La denominazione esclusiva e originale e il marchio sono parte del processo di riconoscimento e sono una garanzia di specificità e tutela del territorio rappresentato.

NORMA TRANSITORIA In fase di prima applicazione della procedura di riconoscimento, non è richiesto il marchio, che dovrà essere presentato entro il 31 marzo 2009.

AMBITO II – AREA TERRITORIALE E PATRIMONIO

Il patrimonio ecomuseale è costituito dai beni culturali, materiali (1), immateriali (2) e del paesaggio (3) presenti sul territorio di riferimento. Il patrimonio ecomuseale è espressione dell’ambito territoriale e rappresentativo dei modi di vita che nel tempo si sono avvicendati, che sono ancora presenti e che ne accompagnano lo sviluppo. Il patrimonio ecomuseale è espressione della cultura della comunità locale.

Area territoriale ed elementi caratterizzanti dell’ecomuseo

L’ecomuseo deve essere riferito a uno specifico territorio ben identificato e circoscritto, contraddistinto da una storia e da un’identità culturale, sociale ed economica definita e omogenea. L’ecomuseo e` espressione di questo territorio e ne rappresenta le identità culturali, avendo come riferimento la comunità. Al fine di evitare sovrapposizioni, su ciascun territorio non può essere riconosciuto più di un ecomuseo.

Requisito minimo 5

L’ecomuseo deve fare riferimento a una precisa area territoriale, individuata attraverso i seguenti elementi: • delimitazione dell’area territoriale, individuata anche mediante cartografie; • attributi che la caratterizzano rispetto ad altri contesti territoriali; • sua storia e sue trasformazioni; • caratteristiche paesaggistiche, ambientali e socio-economiche; • giustificazione storico-culturale e socio-ambientale.

Requisito minimo 6

L’ecomuseo deve indicare il patrimonio culturale e paesaggistico, materiale e immateriale che intende salvaguardare e valorizzare.

AMBITO III – RAPPORTI CON LA POPOLAZIONE E SOGGETTI PUBBLICI E PRIVATI

L’ecomuseo deve essere espressione dei principi di sussidiarietà, sostenibilità, responsabilità e partecipazione dei soggetti pubblici e privati e della popolazione locale. Inoltre rappresenta una possibilità concreta per favorire nuove opportunità per la comunità locale. Pertanto l’ecomuseo deve stabilire rapporti chiaramente definiti con la popolazione, con gli enti locali e con altri soggetti pubblici e privati. La partecipazione concreta della popolazione locale al progetto ecomuseale è momento essenziale, poiché l’ecomuseo è espressione della cultura del territorio, di cui la comunità locale e` soggetto attivo e trasformatore. Il rapporto con gli altri istituti culturali e di volontariato presenti sul territorio deve essere individuato e definito, per migliorare la cooperazione e il partenariato.

Rapporti con la popolazione

Requisito minimo 7

L’ecomuseo deve indicare le modalità di coinvolgimento e partecipazione della popolazione locale al progetto ecomuseale. L’ecomuseo deve indicare l’esistenza di forme concrete di partecipazione della comunità alla costruzione delle decisioni.

Rapporti con gli Enti locali

Requisito minimo 8

L’ecomuseo deve indicare le modalità di rapporto con gli enti locali, attraverso il coinvolgimento diretto nei propri organi o attraverso accordi e convenzioni per lo sviluppo delle attività. Rapporti con istituti culturali, educativi e di volontariato

Requisito minimo 9

L’ecomuseo deve indicare le modalità di coinvolgimento delle associazioni di volontariato e degli istituti culturali ed educativi presenti sul territorio, anche attraverso la sottoscrizione di specifiche convenzioni. L’ecomuseo deve indicare il rapporto di collaborazione con soggetti pubblici e altre realtà socio-culturali (come ad esempio musei, biblioteche, archivi, scuole, parchi).

Rapporti con le realtà economiche locali

Requisito minimo 10

L’ecomuseo deve indicare le relazioni con i soggetti dedicati allo sviluppo economico locale e con gli operatori economico- produttivi e turistici, presenti sul territorio, al fine di contribuire allo sviluppo di un progetto di crescita economica coordinato e sostenibile.

AMBITO IV – ATTIVITÀ, PERSONALE E SERVIZI

L’ecomuseo deve dimostrare capacita` di autonomia nella realizzazione dei progetti e capacità di autosostentamento. Ai fini del riconoscimento, gli ecomusei devono essere attivi sul territorio da almeno tre anni, a prescindere dalla data di formale istituzione.

Attività realizzate nel triennio antecedente la domanda di riconoscimento

Requisito minimo 11

L’ecomuseo deve indicare le attività svolte nel territorio da al- meno tre anni precedenti la domanda di riconoscimento, o la presenza di un soggetto che abbia operato per un analogo periodo e che abbia svolto direttamente, o con gli enti locali e con il coinvolgimento della popolazione locale, attivita` di promozione, studi e ricerche pertinenti i contenuti e i compiti dell’ecomuseo. L’ecomuseo deve inoltre dichiarare le attività educative e formative coerenti con le finalità e gli aspetti dell’ecomuseo stesso, svolte nell’anno precedente la domanda di riconoscimento.

Strutture e attività

Gli ecomusei devono essere dotati, anche in una logica di rete, di un centro di documentazione, e sono tenuti a svolgere e promuovere la ricerca scientifica e didattico-educativa riferita alla storia, all’arte, alle tradizioni locali e all’ambiente, e a diffonderne i risultati, favorendone la divulgazione.

Requisito minimo 12

L’ecomuseo deve essere dotato di una struttura che funzioni come centro di documentazione e/o di interpretazione, coordinamento e di informazione.

PERSONALE DELL'ECOMUSEO

Le funzioni dell’ecomuseo possono essere attuate solo a condizione che siano presenti professionalità qualitativamente e quantitativamente adeguate, per capacità e responsabilità, al suo funzionamento, anche in convenzione con altri soggetti.

Requisito minimo 13

L’ecomuseo deve garantire la presenza di un esperto, con funzioni di coordinatore/referente dell’ecomuseo, che sia responsabile del coordinamento dell’attivita` dell’ecomuseo e che abbia la funzione di referente diretto fra ecomuseo e istituzioni. L’esperto dovrà dimostrare, attraverso il proprio curriculum vitæ e studiorum, la competenza tecnico-scientifica adeguata alla gestione dell’ecomuseo. L’atto formale di incarico deve contenere le responsabilita` assegnate.

Requisito minimo 14

L’ecomuseo deve garantire la presenza di risorse umane, anche su basi volontarie, che lo assistano nello sviluppo delle sue attivi- ta` e nella gestione delle strutture. Entro tre anni dal riconoscimento, l’ecomuseo deve dotarsi di referenti scientifici e/o operativi in relazione alle varie attivita` dell’ecomuseo.

AMBITO V – PROGRAMMA PLURIENNALE

La richiesta di riconoscimento dell’ecomuseo deve contenere il programma di attività da realizzarsi nel triennio successivo alla domanda di riconoscimento, in cui siano definiti gli obiettivi strategici.

Requisito minimo 15

L’ecomuseo deve fornire un programma, su tre anni, che preveda:

  • gli obiettivi di tutela e valorizzazione a breve e medio termine;
  • le procedure, il metodo e le strategie organizzative e di azione;
  • le attività, gli interventi e le iniziative da realizzare;
  • l’attività del centro di documentazione;
  • le attività di ricerca, educative e culturali coerenti con le finalità e gli aspetti dell’ecomuseo stesso nonché i progetti educativi e didattici;
  • il partenariato con istituzioni scientifiche, università, scuole, musei, parchi, istituti di ricerca e/o conservazione e con associazioni culturali in genere;
  • il piano finanziario di gestione che garantisca l’autosostenibilità;
  • l’individuazione dei partner nella realizzazione dell’ecomuseo e la loro adesione;
  • le aziende che collaborano economicamente con l’ecomuseo;
  • le attività economiche sostenibili che si intende sviluppare;
  • l’offerta turistica;
  • gli edifici, le strutture e siti da valorizzare, i percorsi e gli itinerari di visita, preferibilmente ciclabili e pedonali;
  • la formazione degli operatori, anche volontari;
  • la pianificazione temporale per la realizzazione del programma;
  • il raccordo con gli strumenti di programmazione regionale e locale;
  • le risorse umane e finanziare necessarie per la realizzazione del programma;
  • le modalità di verifica e monitoraggio dello stato di attuazione del programma.

L’attività di documentazione sarà realizzata in collaborazione con l’Archivio di Etnografia e Storia Sociale (AESS) di Regione Lombardia, attraverso apposita convenzione, e con altre strutture scientifiche; tale documentazione dovrà essere realizzata secondo gli standard e sarà promossa a livello regionale e nazionale.

Il centro di documentazione avrà anche funzione di centro informazioni per la visita all’ecomuseo, dovrà essere dotato di spazi adeguati per la collocazione di eventuali raccolte e/o spazi espositivi e dovrà essere aperto al pubblico.

Le attività di ricerca, educative e culturali dovranno essere progettate e organizzate per promuovere e favorire la conoscenza del patrimonio presente sul territorio e il coinvolgimento della popolazione al progetto ecomuseale. Le attività dovranno essere sostenute da un adeguato programma di comunicazione e di diffusione.

AMBITO VI – MONITORAGGIO E AZIONI FUTURE

Monitoraggio

Il riconoscimento degli ecomusei è sottoposto a verifica quinquennale. Nel corso del quinquennio di verifica previsto dalla legge, gli ecomusei riconosciuti saranno monitorati periodicamente attraverso il questionario di autovalutazione. Qualora un ecomuseo riconosciuto, a seguito di monitoraggio, non garantisca uno o più requisiti minimi, sarà invitato da Regione Lombardia a provvedere entro un ragionevole termine. In difetto, si procederà alla revoca del riconoscimento regionale.

NORMA TRANSITORIA In fase di prima applicazione della procedura di riconoscimento, per verificare lo stato di attuazione della legge, si prevede entro il 2009 di attivare un primo monitoraggio degli ecomusei riconosciuti, mediante l’uso del questionario di autovalutazione.

Marchio regionale degli ecomusei Dopo un primo periodo di sperimentazione, agli ecomusei riconosciuti sarà consegnato un marchio regionale, appositamente studiato. Il marchio regionale degli ecomusei ne certifichera` la qualita` raggiunta e potra` essere utilizzato ai fini della comunicazione, esposto o inserito in pubblicazioni e cataloghi accanto al marchio dell’ecomuseo.

Iniziative di promozione e formazione Anche in collaborazione con la rete degli ecomusei, saranno promosse iniziative di promozione, di formazione e di accompagnamento a supporto del processo di riconoscimento e di crescita della qualita`.

NORMA TRANSITORIA In fase di prima applicazione della procedura di riconoscimento, a seguito di approvazione dei presenti criteri da parte della Giunta regionale, verra` organizzato un seminario nel corso del quale saranno illustrati i requisiti minimi e saranno presentate le esperienze piu` significative realizzate da ecomusei attivi in contesti diversi.

Calendario

  • Entro il 31 marzo di ogni anno Gli ecomusei riconosciuti sono tenuti ad aggiornare annualmente il programma triennale con l’inserimento delle attività e delle risorse previste a bilancio e a comunicarlo a Regione Lombardia entro il 31 marzo di ogni anno.

Note

(1) Per beni culturali si intendono non solo quelli di cui agli artt. 10 e 11 del d.lgs 42/2004, ma anche il patrimonio diffuso sul territorio che contribuisce a costituire la sua identita`. (2) Per patrimonio culturale immateriale s’intendono le prassi, le rap- presentazioni, le espressioni, le conoscenze, il know-how – come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati agli stessi – che le comunità, i gruppi e in alcuni casi gli individui riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale. Questo patrimonio culturale immateriale, trasmesso di generazione in generazione, e` co- stantemente ricreato dalle comunita` e dai gruppi in risposta al loro am- biente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia e da` loro un senso d’identita` e di continuita`, promuovendo in tal modo il rispetto per la diversita` culturale e la creativita` umana. (Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale – art. 2). (3) Per salvaguardia dei valori del paesaggio cfr. art. 131 del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 – Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’art. 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137: «Ai fini del presente codice per paesaggio si intendono parti di territorio i cui caratteri distintivi derivano dalla natura, dalla storia umana o dalle reciproche interrelazioni. La tutela e la valorizzazione del paesaggio salvaguardano i valori che esso esprime quali manifestazioni identitarie percepibili».