Esino è un paese in discesa
Centro di documentazione e informazione dell'Ecomuseo delle Grigne
Esino è un paese in discesa è un gioco-itinerario ideato da Donatello De Mattia e Francesca Cogni // TooA, ambientato a Esino Lario.
Si tratta di un itinerario immaginario tra posti reali, da Villa Clotilde al Monte Croce. È al contempo un'esperienza ludica e una bussola di orientamento geografico, storico, visionario del territorio. È a misura di bambino e del titolo conserva la potenza implicita nel soverchiare le regole di necessità e i canoni di narrazione e informazione, creando un nuovo alfabeto di esperienza.
Istruzioni e presentazione del gioco
- Alzare il piatto, spostare le forchette e il bicchiere.
- Appallottolare un paio di molliche di pane compattandole con un po’ di acqua.
- Posizionare le palline di pane al centro del gioco, in corrispondenza di Villa Clotilde. Ogni pallina è una squadra, ogni squadra ha un percorso, e una meta (il Monte Croce o Ortanella).
- Vince chi arriva primo.
Un gioco è un modo per passare il tempo e per divertirsi. Un gioco è “di società” quando coinvolge più persone. Come si può chiamare un gioco che oltre alle persone, coinvolge un territorio (come giocatore e “giocato”)? Forse è un “gioco di territorio”, oppure un “gioco di luogo”, come il complemento. Esino è un paese in discesa parte dalla frase pronunciata da alcuni bambini durante uno dei laboratori di Maurizio Fusina. Crato un mondo Esinocentrico, Esino non può che essere in discesa, in barba alle pretese di oggettività e razionalismo e logica e causalità. Esino è in discesa, in un’unica direzione verticale assolutamente e felicemente soggettiva. La riflessione su dei percorsi a misura di bambino nei dintorni di Esino nasce da questa semplice e spiazzante constatazione, così lapidaria e definitiva da non avere bisogno di siegazioni o giustificazioni. Semplicemente, è. Settiamo la nostra mappa azimutale su Esino quindi, e scendiamo. Il gioco Esino è un paese in discesa è al contempo un’esperienza ludica e una bussola di orientamento geografico, storico, visionario del territorio. É a misura di bambino, e del titolo conserva la potenza implicita nel soverchiare le regole di necessità e i canoni di narrazione e informazione, creando un nuovo alfabeto di esperienza. Questo “gioco dell’oca” riscritto diventa una sorta di guida espansa, e le caselle del tabellone sono contemporaneamente funzionali alla dinamica del gioco da tavola e suggerimento pratico da applicare nel territorio. Ogni elemento di partenza è reale, e vive di questa ambivalenza: i due sentieri disegnati contengono le caselle del gioco, ma sono anche due sentieri veri, che portano a due luoghi simbolici importanti per la comunità di Esino Lario. Le storie contenute nelle caselle, se da un lato servono al gioco (e permettono di avvicinarsi alla meta muovendosi tra indovinelli e disegni), dall’altro contengono informazioni reali che, lette passeggiando tra i boschi, forniscono dati o visioni. La rielaborazione di informazioni documentarie (fatta da interviste, sopralluoghi, archivi) in modo trasversale e con linguaggi non convenzionali, permette un ribaltamente dello sguardo e uno slittamento dell’esperienza di un luogo, moltiplicandone le possibilità e le variazioni percettive. Recuperando l’aspetto ludico di molti metodi educativi pensati per i bambini (e le pratiche di moltissimi artisti che, fin dall’inizio del ‘900, hanno cercato di espandere e ribaltare la consequenzialità narrativa e l’unità dello sguardo con l’introduzione della casualità, dell’interattività, dell’”apertura” dell’opera, del concetto di “esperienza” fino ad arrivare a quello di “esplorazione”) si possono creare dei cortocircuiti interessanti, che polverizzano l’unicità della visione variando la prospettiva e i punti di vista, ponendo l’attenzione su dettagli che sono spesso dati per scontati o “esperendo” dei concetti quotidianamente assorbiti come astratti. Esino è un paese in discesa è un gioco di società per bambini e forse un kit didattico per insegnanti, ma anche una guida espansa per adulti, al di là di una catalogazione informativo-funzionale. Questo gioco fa dell’interazione tra le persone e con il territorio un elemento fondamentale di sviluppo, e vuole essere sempre diverso e potenzialmente implementabile e imitabile da chiunque voglia creare altri percorsi. Sul tabellone i sensi, le geografie, i racconti di comunità, la geologia, il tempo, la Storia, tutto si rincorre e si insegue, restando sospeso tra un’Esino vista ed una solamente immaginata. (Testo di Donatello De Mattia e Francesca Cogni // TooA)
Materiale da scaricare
- Francesca Cogni e Donatello De Mattia, Il sentiero del viandante (PDF) - Instant Book
