L'anomalia diocesana tra Lario e Ceresio nel quadro delle vicende storiche dei corridoi menaggino e intelvese

Centro di documentazione e informazione dell'Ecomuseo delle Grigne

Articolo di Pietro Pensa, in Communitas, n. 3-4, 1979-1982.


Generalità

Diffusosi per la forza straordinaria che aveva in sé e non per preciso disegno che ne stabilisse le linee di avanzata, il Cristianesimo andò logicamente adattandosi nelle sue formazioni ecclesiastiche a quelle civili che lo avevano preceduto. E' un concetto, questo, ormai accolto dagli storici nonostante che se ne sia molto discusso; la sua validità è in particolare evidente in territori quali il pedemontano dei laghi, in cui l'oroidrografia disegna dei ben definiti comprensori. Il riferirsi nell'esame delle diocesi ai municipi romani, delle pievi a circoscrizioni di concilii e di pagi, è quindi logico quando si presentano problemi di confine; non consente tuttavia di comprendere le anomalie di eccezione: queste, ove esistono, hanno origine da fatti storici non religiosi; negli avvenimenti politici, soprattutto facenti capo al potere temporale dei vescovi, ne vanno cercati i motivi.

Tra le diocesi di Como e di Milano sul Lario ben tre casi, a prima vista inspiegabili ed illogici, turbarono per secoli le omogeneità; un quarto, sia pure di confine, ma insolito, esistette, poi, sino a un recente ieri, tra Bergamo e Milano. Mentre ho in corso altrove lo studio su Mandello, su Varenna e sulla Val Taleggio, grosse irregolarità del Lario milanese, esamino qui quella, non meno vistosa, del comasco, che interessa la Valsolda e il Porlezzino, cuneo della chiesa ambrosiana nella diocesi di Como.

Ritengo opportuno, per ritrovarne l'origine e per comprenderne la solidità, destinata a mantenerla valida per secoli e a non lasciarla cancellare neppure in questi nostri tempi che si piegano alla logica, di sintetizzare i fatti storici sviluppatisi dall'alto al basso Medioevo in quella fascia di terra che con due valli congiunge il Lario al Ceresio.

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